IltaccodItalia: "Il territorio della provincia di Lecce Ŕ stato colpito da una tempesta di eccezionale intensitÓ che ha causato danni ingentissimi alle strutture viarie pubbliche, alle campagne, alle abitazioni e, in particolare, risulta colpito il settore agricolo interessato da devastazioni alle colture, allagamenti, distruzioni di strutture aziendali. Ritengo che la Provincia debba chiedere lo stato di calamitÓ naturale."
E' importante capire che spesso una ciclogenesi tropicale nel Mediterraneo non viene vista da molti modelli, soprattutto da quelli in scala europea. Riporto un caso ben analizzato, la ciclogenesi che ha attraversato l'estrema Puglia il 26 Settembre 2006. Nell'esempio sotto notiamo come Gfs non vede altro che una depressione sul sud Italia di circa 1005 Hpa con nucleo fresco. Assolutamente nulla di eccezionale da questa carta, se non che quel blando nucleo era in realta' un piccolo e violentto vortice con caratteristi tropicali ed una pressione bassissima che stava provocando molti danni sul Salento.
Un altro modello, Bolam, vede chiaramente la formidabile bassa pressione che dal Mar Ionio si Ŕ spostata sul basso Adriatico.



Ed ecco nello specifico il Lamma con il modello Wrf-Arw Ecm, a 12 Km, che descrive molto bene la piccola ma intensa struttura ciclonica nei pressi del Salento, evidenziandone le caratteristiche principali ma non visibili da altri modelli come l'alta vorticita', le pesanti precipitazioni, il cuore caldo (warm core) e gli intensi venti:


Ricordo che, nel caso dei venti, non c'Ŕ da stupirsi se uno di questi vortici Ŕ a poche centinaia o decine di chilometri dalla costa senza produrre venti rilevanti, dato che la zona di venti piu' intensi puo' essere circoscritta anche a soli 20-40 km dal centro ciclonico. Lo stesso vale per la pressione che puo' variare anche di 10 Hpa in soli 50 Km. Ed ecco infatti uno schema che mostra chiaramente il passaggio del ciclone su alcune citta' del Salento, dove allo sbalzo pressorio fino a 986 Hpa corrispondono i venti piu' forti, fino a 140 Km/h.


Questo modello, ancor piu' nel dettaglio, ad una risoluzione di 3 Km, mostra chiaramente, in una previsione a poche ore dall'evento, la profonda ciclogenesi che Ŕ prossima alla costa Salentina (nella realta' sarÓ centrata a soli 40 km a sud est):


Se questo ciclone fosse stato centinai di chilometri al largo, ad esempio sullo Ionio centrale, probabilmente non avremmo mai saputo la sua reale pressione e la violenza dei suoi venti. In questo caso invece si Ŕ abbattuto su una zona popolata e su un aereoporto, rendendo possibile la sua analisi. L'evento accaduto in Puglia ci fa capira come sia difficile prevedere piccoli cicloni di questo tipo, ma soprattutto come la stessa previsione sia di importanza rilevante per evitare o almeno contenere danni a persone, strutture, vegetazione e preparsi in caso di eventi alluvionali. Solo i modelli ad alta risoluzione possono avvicinarsi a prevedere questi piccoli, violenti ed insidiosi cicloni.
Radar dell' aereoporto di Galatina:

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